Cinema e scuola, Zambardino:

«La sala diventa parte del processo educativo»

Dagli strumenti per dialogare con gli insegnanti alla scelta dei film e alla preparazione delle attività didattiche: il seminario del 6 ottobre agli Incontri del Cinema d’Essai ha affrontato le opportunità per gli esercenti nel rapporto con il mondo scolastico. Con un approfondimento di Bruno Zambardino sul ruolo delle sale nei percorsi di educazione all’immagine.

Zambardino illustra i risultati del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola e le nuove opportunità per gli esercenti. Dal rapporto con gli insegnanti alla formazione del pubblico, il confronto promosso da FICE e ACEC.

Come possono le sale cinematografiche proporsi alle scuole, costruire un dialogo continuativo con gli insegnanti e trasformare una proiezione in un’esperienza educativa? Quali strumenti servono agli esercenti per accompagnare bambini e ragazzi alla scoperta del linguaggio cinematografico, andando oltre la semplice visione di un film?

Sono le questioni al centro del seminario “Cinema per la scuola”, organizzato da FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) e ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) il 6 ottobre al Cinema Centrale di Lucca, nell'ambito della XXVI edizione degli Incontri del Cinema d’Essai.

Un appuntamento che si inserisce in un percorso di formazione rivolto agli esercenti, nato dall'esigenza di fornire strumenti concreti per avvicinare il mondo della scuola a quello della sala cinematografica e per valorizzare il cinema come esperienza culturale, educativa e collettiva.

Il percorso si è articolato in tre momenti. Il primo, attraverso un webinar, ha affrontato il tema di come proporsi alle scuole, individuando strumenti e modalità per entrare in contatto con gli insegnanti e avviare un rapporto di collaborazione. Il secondo appuntamento online si è concentrato sulla selezione dei film e sulla preparazione delle schede didattiche, strumenti utili a collegare la visione cinematografica ai programmi scolastici e alle esigenze formative degli studenti.

Il terzo momento, organizzato in presenza a Lucca e curato per FICE da Chiara Ciccia Romito e per ACEC da Elisa Lancini, ha risposto a una richiesta precisa degli esercenti: essere guidati nella presentazione dei film in sala davanti a bambini e ragazzi, imparando a introdurre le opere e ad accompagnarne la visione con strumenti adeguati alle diverse fasce d'età.

Un passaggio importante, perché il rapporto tra cinema e scuola non si esaurisce nella scelta di un titolo o nell'organizzazione di una matinée. Richiede preparazione, conoscenza del pubblico scolastico e capacità di trasformare l'incontro con un film in un'occasione di confronto e approfondimento.

A introdurre l'appuntamento è stata Giuliana Fantoni, presidente FICE, che ha presentato l'intervento di Bruno Zambardino, della Direzione generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, chiamato a illustrare gli scenari e le opportunità che le sale cinematografiche possono cogliere nel segmento delle scuole.

Il tema si inserisce nel più ampio quadro delle politiche pubbliche per l'educazione all'immagine, sviluppate attraverso il Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Un programma che negli anni ha favorito la collaborazione tra istituzioni scolastiche, operatori culturali e professionisti del cinema, riconoscendo al linguaggio audiovisivo un ruolo sempre più rilevante nella formazione delle nuove generazioni.

Per gli esercenti, il mondo scolastico rappresenta un interlocutore strategico, non soltanto per ampliare le occasioni di frequentazione delle sale, ma anche per costruire nel tempo un rapporto con gli spettatori più giovani. La possibilità di proporre film accompagnati da introduzioni, approfondimenti e attività didattiche consente infatti di attribuire alla sala una funzione che va oltre la programmazione ordinaria, rafforzandone il ruolo culturale sul territorio.

In questo contesto assume particolare rilievo anche l'esperienza delle Sale della Comunità, che da anni sviluppano progetti di educazione all'immagine e percorsi di collaborazione con gli istituti scolastici. La sinergia tra FICE e ACEC permette di mettere in comune competenze ed esperienze, offrendo agli esercenti strumenti per affrontare un'attività che richiede continuità organizzativa e attenzione alla dimensione educativa.

La stessa programmazione degli Incontri del Cinema d’Essai ha affiancato al seminario una serie di appuntamenti rivolti direttamente agli studenti. Al Cinema Moderno di Lucca si sono svolte le proiezioni di Mary Anning – Cacciatrice di fossili di Marcel Barelli, il 6 ottobre, e I racconti del giardino incantato, l'8 ottobre, mentre il 7 ottobre Chiara Ciccia Romito ha condotto un laboratorio dedicato al linguaggio filmico per gli alunni delle scuole secondarie di primo grado.

Un insieme di iniziative che mette in evidenza il duplice obiettivo del lavoro con le scuole: offrire agli esercenti competenze per progettare e accompagnare le attività e, nello stesso tempo, avvicinare gli studenti alla conoscenza del cinema attraverso l'esperienza condivisa del grande schermo.

In questa prospettiva, la sala può diventare un interlocutore stabile della comunità scolastica, un luogo nel quale l'educazione alle immagini si intreccia con la scoperta del cinema e con la formazione del pubblico di domani.

Zambardino: il Piano Cinema e Immagini per la Scuola e le opportunità per le sale

A delineare il quadro delle opportunità offerte agli esercenti è stato Bruno Zambardino, in rappresentanza della Direzione generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, che ha illustrato obiettivi, risultati e modalità di partecipazione delle sale al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola.

Varato in occasione dell'avvio della legge Cinema, il Piano nasce con finalità strategiche particolarmente ambiziose, che vanno ben oltre l'introduzione del linguaggio audiovisivo nell'ambito scolastico. Tra gli obiettivi figurano lo sviluppo della comprensione critica dei film, la media education, la sperimentazione didattica e la realizzazione di opere audiovisive, tra cui cortometraggi e documentari, che nel corso degli otto anni di attività hanno trovato occasioni di valorizzazione anche all'interno di rassegne e festival. A queste finalità si affiancano la formazione del pubblico e la valorizzazione della sala cinematografica.

I risultati complessivi del Piano restituiscono la dimensione dell'intervento: 2,5 milioni di studenti coinvolti, quasi 2.500 progetti e più di 3.400 sale cinematografiche coinvolte, secondo i dati illustrati da Zambardino.

Ma in che modo il Piano può rappresentare un'opportunità concreta di collaborazione tra sale e istituti scolastici?

Zambardino ha individuato tre modalità di partecipazione, non esclusive tra loro: l'adesione delle sale ai partenariati progettuali; la messa a disposizione di infrastrutture, spazi e servizi per lo svolgimento delle attività; la possibilità per una sala di assumere direttamente il ruolo di capofila di progetti di dimensione territoriale o nazionale.

Una partecipazione che il Piano intende incentivare anche attraverso specifiche premialità previste nei tre bandi, rafforzate nel tempo proprio per favorire un maggiore coinvolgimento delle sale. Una scelta che, ha spiegato Zambardino, risponde alla convinzione che la visione cinematografica in sala continui a rappresentare un'esperienza strategica e fondamentale.

I dati delle annualità 2022, 2023 e 2024 confermano la consistenza di questo coinvolgimento. Su 1.615 progetti considerati, 1.487 prevedono la partecipazione di sale cinematografiche: oltre il 90% del totale. Un risultato che testimonia una forte integrazione tra le attività finanziate dal Piano e il sistema dell'esercizio.

Nel 2022 i progetti che coinvolgevano le sale erano 610; il dato si è poi attestato su valori differenti nelle annualità successive, fino a sfiorare i 500 progetti nel 2024. Pur variando il numero assoluto delle iniziative, Zambardino ha sottolineato come l'incidenza percentuale della partecipazione delle sale sia progressivamente aumentata.

Il coinvolgimento riguarda sia le linee di intervento che prevedono enti capofila a livello territoriale e nazionale, sia i progetti presentati direttamente dalle scuole.

Un ulteriore elemento di interesse emerge dall'analisi dei partenariati, con particolare riferimento ai cinecircoli e ai cineforum, realtà particolarmente vicine al mondo associativo dell'esercizio cinematografico. Nel triennio 2022-2024, il 15% delle presenze nella rete complessiva dei partenariati dei progetti CIPS è riconducibile al mondo delle sale cinematografiche, all'interno di un sistema che comprende anche cineteche, archivi, biblioteche, società di produzione e organizzatori di festival e rassegne.

Un dato che documenta la presenza significativa delle sale e delle realtà associative cinematografiche nelle reti progettuali impegnate nelle iniziative rivolte al mondo scolastico.

Un approfondimento relativo al 2023 mostra inoltre come la forma prevalente di coinvolgimento delle sale sia rappresentata dalla fornitura di beni e servizi: 223 presenze su 258, pari a circa l'86%. Si tratta principalmente della concessione degli spazi per le proiezioni, della disponibilità di altri ambienti e del noleggio delle opere cinematografiche.

Ma il ruolo degli esercenti può estendersi anche alla comunicazione e alla promozione delle iniziative sul territorio. Zambardino ha richiamato, a questo proposito, la funzione di presidio culturale svolta dalle sale, che insieme alle scuole e alle biblioteche rappresentano luoghi fisici capaci di mantenere un contatto diretto con il pubblico e con le comunità locali.

Particolarmente significativo è, infine, il contributo che cinecircoli e cineforum possono offrire sul piano della didattica dell'audiovisivo. In queste realtà, infatti, l'apporto ai progetti non si limita alla disponibilità degli spazi o alla promozione delle attività, ma comprende competenze specifiche nell'educazione all'immagine.

Un aspetto sul quale Zambardino ha richiamato l'attenzione, evidenziando come all'interno del mondo dell'esercizio cinematografico operino professionisti in grado di svolgere direttamente attività formative, mettendo le proprie competenze a disposizione degli insegnanti e degli studenti.

È proprio questa capacità di affiancare la funzione tradizionale della sala a un ruolo attivo nella didattica dell'audiovisivo a rappresentare, secondo Zambardino, un elemento di particolare interesse per lo sviluppo dei rapporti tra cinema e scuola.

Le sale capofila, i nuovi percorsi educativi e la formazione del pubblico

Accanto alla partecipazione come partner, Zambardino ha richiamato il ruolo delle sale nella gestione diretta dei progetti. Tra il 2022 e il 2024, 89 dei 419 progetti rivolti agli enti sono stati guidati, in qualità di capofila, da realtà dell’esercizio cinematografico. Questa scelta comporta una maggiore responsabilità: non soltanto mettere a disposizione una struttura, ma elaborare un progetto, costruire collaborazioni e ottenere l’adesione delle scuole.

Tra le realtà associative attive da anni in questo ambito, Zambardino ha citato ACEC, ANEC Puglia e Basilicata e ANEC Lazio, ricordandone il lavoro di progettazione e collaborazione con gli istituti scolastici.

Dal 2025 sono entrati nelle attività istituzionali del Piano anche David Giovani e Leoncino d’Oro, iniziative che coinvolgono studenti e giurie giovanili, rafforzando il legame tra visione guidata e partecipazione ai premi cinematografici.

I dati relativi ai progetti 2025-2026 confermano questa relazione. Nell’azione rivolta alle scuole secondarie, il 93% delle iniziative prevede proiezioni in sala e nel 56% dei casi la sala partecipa come partner. È un indicatore della continuità del coinvolgimento delle strutture cinematografiche anche nell’edizione più recente.

Nella lettura proposta da Zambardino, la sala non è più soltanto fornitrice di servizi, ma partner culturale ed educativo. È il passaggio dal modello tradizionale — dalla scuola al cinema in autobus, una proiezione e il ritorno in classe — a un percorso articolato che comprende formazione degli insegnanti, preparazione in classe, scelta condivisa dei film, visione, incontri, analisi, laboratori, attività produttive e restituzione pubblica.

Un ruolo centrale è affidato ai docenti, definiti da Zambardino la cinghia di trasmissione fondamentale per la riuscita delle iniziative. Le sale d’essai, per la loro vocazione culturale, possono contribuire a questo modello attraverso festival, laboratori, rassegne, proposte documentarie, collaborazioni, abbonamenti e formule di fidelizzazione: attività già presenti, con modalità differenti, nei progetti sostenuti dal Piano.

Secondo Zambardino, nel corso degli anni le politiche pubbliche e il confronto con gli operatori hanno favorito la costruzione di una rete nazionale più strutturata. Il rapporto con la sala diventa parte di un percorso educativo che si sviluppa prima, durante e dopo la proiezione, anziché esaurirsi in un appuntamento isolato.

Da qui anche l’attenzione alla possibilità che un primo incontro con il grande schermo, nato all’interno di un progetto scolastico, si trasformi nel tempo in una frequentazione autonoma della sala. Zambardino ha sottolineato la necessità di affiancare all’educazione all’immagine politiche di prezzo accessibili, occasioni di coinvolgimento e strumenti di fidelizzazione, per formare un pubblico di domani che è anche quello di oggi.

Per dare la misura del percorso compiuto, Zambardino ha ricordato i risultati della quinta edizione del Piano: 525 progetti finanziati, circa 6.000 plessi scolastici e 800.000 studenti coinvolti, secondo i dati presentati durante l’incontro.

I nuovi bandi, Casa Cinema Giovani e la formazione dei docenti

Guardando alle prossime annualità, Zambardino ha segnalato un ulteriore elemento positivo: i bandi 2026 hanno registrato un numero di candidature superiore rispetto al 2025, nonostante la pubblicazione nel periodo di giugno-luglio, particolarmente complesso per il mondo scolastico. L'incremento riguarda soprattutto i progetti presentati dalle scuole, ma anche quelli territoriali. Le domande sono attualmente in fase istruttoria, con l'obiettivo di garantire l'avvio delle attività nel 2027, almeno nella seconda parte dell'anno scolastico.

Un altro segnale del consolidamento dei percorsi di educazione all'immagine è arrivato dalla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove il Piano CIPS ha partecipato all'organizzazione delle iniziative di Casa Cinema Giovani, il nuovo spazio ideato e realizzato da ANEC e ACEC, con il coinvolgimento di numerose altre realtà. Per la prima volta lo spazio ha accolto anche gli incontri della giuria del Leoncino d'Oro, offrendo un luogo fisico di riferimento alle attività formative e alla partecipazione dei giovani nell'ambito della manifestazione veneziana.

In conclusione, Zambardino ha richiamato l'attenzione sulle Giornate Nazionali del Cinema per la Scuola, giunte alla quarta edizione e previste a Palermo, un appuntamento dedicato in particolare agli insegnanti, con masterclass e laboratori. Un'occasione per approfondire le potenzialità dell'educazione all'immagine e rafforzare il ruolo dei docenti, considerati interlocutori fondamentali per la riuscita dei progetti.

Un cambiamento che riguarda anche il settore della distribuzione cinematografica, sempre più attento alle esigenze del pubblico scolastico attraverso uffici dedicati e la predisposizione di materiali specifici per accompagnare i film e favorirne l'inserimento nei percorsi educativi.

Per gli esercenti e gli operatori che intendono avvicinarsi a queste opportunità, Zambardino ha infine ricordato il portale istituzionale Cinema per la Scuola, che raccoglie informazioni, bandi e iniziative del Piano Nazionale.

La prospettiva tracciata è quella di consolidare una collaborazione nella quale scuole, sale, docenti e operatori dell'audiovisivo possano costruire percorsi continuativi di educazione all'immagine, trasformando la prima esperienza cinematografica dei ragazzi in un rapporto duraturo con il grande schermo.

Un'ulteriore riflessione riguarda il destino delle opere audiovisive realizzate dagli studenti nell'ambito dei progetti finanziati dal Piano. La necessità di ampliarne la diffusione era già emersa durante il confronto promosso dal MiC a Didacta Italia 2026. Il portale Cinema per la Scuola dispone già di un catalogo digitale che raccoglie una selezione di opere realizzate nelle annualità 2018-2023 e consente di visionarle attraverso collegamenti dedicati. Sarebbe interessante sviluppare ulteriormente questo patrimonio: ampliare e aggiornare il catalogo, favorire la conservazione e la consultazione sistematica di cortometraggi, documentari e altre opere create nei laboratori scolastici e promuoverne la circolazione attraverso rassegne e proiezioni nelle sale d'essai. Un modo per dare continuità al lavoro dei ragazzi, valorizzare le opere prodotte grazie alle risorse pubbliche e rafforzare il rapporto tra scuola, cinema e territorio.