Un momento del concerto dei SOTTOPRESSIONE durante la serata del 29 agosto 2026 presso il Giardino degli Arcieri di Grosseto, nel corso del MARGINI FEST 

Libri e pubblicazioni esposti al Margini Fest, Giardino degli Arcieri, Grosseto

Margini Fest, musica, libri e cultura indipendente

al Giardino degli Arcieri di Grosseto

 

 

Al Giardino degli Arcieri di Grosseto il Margini Fest ha raccolto soprattutto ragazzi e giovani adulti per una serata di musica dal vivo accompagnata da banchetti di libri, fumetti, vinili e materiali editoriali. Il palco, sistemato all’interno delle mura medicee, concentrava gran parte del pubblico nello spazio davanti ai musicisti. Le luci rosse e blu sulle pareti di mattoni davano profondità all’allestimento, semplice e adatto alla dimensione raccolta del luogo.

Sul palco chitarre elettriche, basso, batteria e più voci sostenevano un concerto energico e molto partecipato. Alcuni passaggi, per chi conserva riferimenti musicali degli anni passati, potevano ricordare lo ska-punk degli Ska-P per ritmo, immediatezza e componente corale. È un’associazione d’ascolto personale, utile per descrivere una sensazione musicale senza attribuire alla band influenze che andrebbero verificate direttamente con i musicisti.

Il pubblico era composto in larga parte da giovani. Tatuaggi, magliette nere, abbigliamento informale e richiami all’estetica punk convivevano con stili differenti. La partecipazione seguiva la musica da vicino, con una presenza continua davanti al palco e una socialità che si estendeva al resto del Giardino degli Arcieri.

Una parte significativa della serata era occupata dai banchetti. Accanto ai vinili c’erano romanzi, saggi, fumetti, graphic novel e libri illustrati. La scelta editoriale attraversava generi e autori molto diversi, con una presenza consistente della piccola editoria e della saggistica contemporanea.

Tra i volumi esposti comparivano diversi titoli di effequ, casa editrice indipendente italiana che ha costruito una parte del proprio catalogo intorno ai linguaggi e alle questioni culturali del presente. Sul tavolo si vedevano Il famiglio della stregaDal matto al mondoEccentricoAstri amariQuello che non è salvato è perso e Per una rivoluzione degli affetti. I temi toccano, con approcci differenti, relazioni, identità, immaginari, trasformazioni sociali e modi di leggere il contemporaneo.

Accanto alla saggistica erano presenti scrittori appartenenti a epoche e tradizioni molto lontane fra loro. Isaac Asimov portava sul tavolo uno dei grandi riferimenti della fantascienza del Novecento, con una produzione legata alla tecnologia, alle società future e al rapporto tra esseri umani e macchine. Catherine Lacey rappresentava una narrativa americana contemporanea attenta all’identità, alle relazioni e alla costruzione del sé. Guadalupe Nettel, scrittrice messicana, ha lavorato spesso sul corpo, sulla differenza e sulle zone meno rassicuranti della normalità. Georges Simenon, oltre alla celebrità dei romanzi di Maigret, appartiene alla grande tradizione del romanzo psicologico europeo. Nora Ephron ha attraversato giornalismo, narrativa e cinema con una scrittura ironica legata alle relazioni, alla vita quotidiana e all’esperienza femminile. La loro presenza sullo stesso banco dava alla selezione una fisionomia ampia, lontana da una classificazione editoriale unica.

Un altro gruppo di libri riguardava il fantastico, l’illustrazione, il folklore e le metamorfosi. Tra questi compariva Il libro delle metamorfosi di Jean-Baptiste de Panafieu e Camille Renversade, costruito attraverso immagini che richiamano tavole anatomiche, repertori naturalistici e classificazioni scientifiche. Il corpo umano, quello animale e le forme ibride vengono trattati con il linguaggio grafico dei vecchi manuali illustrati.

Da qui nasce facilmente un richiamo al Codex Seraphinianus di Luigi Serafini. L’affinità riguarda soprattutto il linguaggio visivo: anatomie fantastiche, bestiari, classificazioni, creature impossibili e un impianto che prende in prestito l’autorevolezza dell’enciclopedia scientifica. Nel Codex Serafini sviluppa questo procedimento fino alla costruzione completa di un universo immaginario, accompagnato da una scrittura inventata. Nel banco del Margini Fest lo stesso gusto per il fantastico dialogava con libri illustrati, fiabe, bestiari e volumi difficili da collocare dentro un solo genere.

La presenza dei vinili aggiungeva un altro elemento importante. Il disco fisico conserva un ruolo forte nella cultura musicale indipendente, sia come supporto d’ascolto sia come oggetto editoriale. Copertina, grafica, etichetta, tiratura e distribuzione fanno parte dell’identità di un’uscita discografica. Nei circuiti punk e indipendenti il vinile ha mantenuto nel tempo una funzione particolare, legata anche alla vendita diretta durante concerti e festival.

Libri e dischi condividono una lunga storia dentro queste scene. La cultura punk ha prodotto musica insieme a fanzine, volantini, manifesti, fotografia, fumetto, illustrazione e piccole pubblicazioni. Prima della diffusione di internet, concerti e reti di distribuzione autonome erano strumenti essenziali per far circolare gruppi, idee e materiali. Una parte di quella pratica è sopravvissuta e si ritrova oggi nelle “distro”, l’abbreviazione di distribuzione attraverso un piccolo circuito indipendente. Questa modalità ha avuto un ruolo importante nella cultura punk perché ha permesso a gruppi, editori e autori di raggiungere direttamente il proprio pubblico, spesso attraverso concerti, festival, centri culturali e spazi autogestiti.

A questa pratica è legato il principio del Do It Yourself, il DIY, uno dei riferimenti storici della cultura punk; si tratta della possibilità di produrre e organizzare direttamente, è può riguardare registrare un disco, stampare una fanzine, realizzare una grafica, mettere in piedi un concerto, distribuire materiali, costruire piccole reti culturali. Con il tempo queste pratiche hanno assunto forme diverse, mentre il rapporto diretto tra produzione, distribuzione e pubblico è rimasto riconoscibile.

Il Margini Fest offre anche uno spunto sulla cultura giovanile contemporanea. La maggioranza del pubblico fotografato appartiene a una generazione cresciuta dentro una disponibilità quasi illimitata di musica, immagini e testi digitali. Streaming, social network e piattaforme permettono di raggiungere in pochi secondi gruppi, autori e generi che qualche decennio fa richiedevano ricerche molto più lunghe. Nello stesso tempo, concerti, vinili, libri e fumetti continuano ad avere una presenza concreta nella vita culturale dei più giovani.

Questa convivenza tra digitale e fisico appare ormai ordinaria. Una band può essere scoperta online e ascoltata dal vivo pochi giorni dopo. Un libro può essere incontrato attraverso un social e acquistato su un banchetto. Un vinile può arrivare dopo mesi di ascolto in streaming. I percorsi culturali dei ragazzi passano continuamente da uno strumento all’altro e attraversano con facilità musica, letteratura, fumetto, cinema, illustrazione e cultura digitale.

Anche le appartenenze risultano meno rigide rispetto alle sottoculture del passato. La stessa persona può ascoltare punk, leggere narrativa contemporanea, comprare un fumetto, interessarsi a un saggio  o a un bestiario illustrato. I banchetti del Margini Fest restituivano bene questa varietà. Asimov e Simenon stavano accanto a piccoli editori, saggi contemporanei, graphic novel e libri fantastici; i vinili aggiungevano un ulteriore livello alla selezione.

In una città come Grosseto, eventi di questo tipo hanno anche una dimensione locale rilevante. Offrono uno spazio di incontro a un pubblico giovane e mettono in circolazione proposte culturali che durante l’anno possono avere una visibilità più limitata. Il Giardino degli Arcieri, con la sua posizione dentro le mura medicee, permette inoltre una fruizione raccolta della serata e concentra nello stesso luogo concerto, materiali editoriali e socialità.

La locandina esposta annunciava anche il Margini Fest V – Pool Party al Bagno Dolce Vita di Marina di Grosseto, altro appuntamento della programmazione. La continuità tra le diverse date conferma una formula che affianca musica e cultura indipendente e mantiene una forte attenzione alla dimensione dell’incontro.

Il quadro complessivo del Margini Fest passa quindi dal concerto ai vinili, dai libri alle graphic novel, dalle piccole case editrici alle pratiche di distribuzione indipendente. Il pubblico giovane che lo frequenta si muove dentro riferimenti culturali molto mescolati, con una naturalezza che appartiene al presente. La tradizione punk del DIY e della distro continua a essere riconoscibile, aggiornata da una generazione che vive contemporaneamente nelle piattaforme digitali e negli spazi fisici della musica, della lettura e dell’incontro.

Restiamo Umani - Sguardi, parole, ritratti a cura di Stefania Proietti. Grosseto, Giardino degli Arcieri. 29 agosto 2026.